La rete di ricarica italiana continua a crescere, ma il totale nazionale non descrive quanto sia servita una singola zona. Tra regioni, città, aree interne e autostrade cambiano densità, potenze e quota di punti in attesa di connessione. Per valutare un sito occorre quindi guardare più da vicino al territorio.
I report di Motus-E aiutano a leggere queste differenze, a patto di tenere distinti gli indicatori: punti installati, connessioni alla rete, copertura geografica e potenza descrivono aspetti diversi. Per chi valuta un investimento, la domanda pratica è quali infrastrutture siano presenti e operative nell’area e quali utenti possano servire.

Quante colonnine di ricarica ci sono nelle regioni italiane
Nel monitoraggio Motus-E aggiornato al 30 giugno 2026, i punti di ricarica a uso pubblico installati in Italia sono 84.564. La Lombardia è prima per numero assoluto, con 18.177 punti; seguono Piemonte con 9.003, Veneto con 8.122, Lazio con 7.864 ed Emilia-Romagna con 6.713.
Anche la crescita nell’arco dei dodici mesi è diversa: in Lombardia sono stati aggiunti 4.414 punti, in Piemonte 2.442 e in Lazio 722. Questi valori dicono quanti dispositivi risultano installati e come cambia il totale regionale. Non dicono, da soli, quale regione abbia la rete più accessibile o dove un nuovo investimento avrebbe il rendimento migliore.
| Regione | Punti installati al 30 giugno 2026 | Nuovi punti nei 12 mesi |
|---|---|---|
| Lombardia | 18.177 | 4.414 |
| Piemonte | 9.003 | 2.442 |
| Veneto | 8.122 | 1.946 |
| Lazio | 7.864 | 722 |
| Emilia-Romagna | 6.713 | 1.431 |
Un conteggio assoluto favorisce naturalmente i territori più estesi, popolosi o con più attività e infrastrutture già realizzate. Un rapporto per abitanti, per veicoli elettrici, per chilometri di strada o per superficie risponde a domande differenti. Nel confronto internazionale del suo Libro Bianco 2026, Motus-E mostra proprio come la posizione dell’Italia cambi al cambiare del denominatore: la rete può apparire consistente rispetto ai veicoli elettrici e molto meno capillare se rapportata alla popolazione.
Colonnine installate e operative: perché il totale cambia
Un punto può essere fisicamente installato senza essere ancora pronto a erogare energia. Nel monitoraggio nazionale al 30 giugno 2026, Motus-E segnala che il 12,3% dei punti installati era in attesa della connessione alla rete; la quota era del 14,9% come media nel 2025.
Il 12,3% è un dato nazionale. Motus-E non pubblica in questo aggiornamento la stessa ripartizione regione per regione: non è possibile ricavare da questa percentuale quanti punti siano in attesa in una specifica area.
Anche tra i punti operativi, il numero non racconta da solo la qualità del servizio: la potenza può essere diversa, la disponibilità può variare e una stazione può servire più punti con potenza condivisa. Per confrontare due territori occorre quindi tenere separati almeno i punti installati, quelli attivi e le fasce di potenza.
Copertura delle colonnine: cosa misura la distanza
Nel Libro Bianco 2026, Motus-E analizza la copertura usando i dati delle stazioni al 31 dicembre 2025. Il territorio è suddiviso in celle quadrate di un chilometro; per ciascuna cella viene contato il numero di stazioni entro 5 e 10 chilometri. Da questa analisi risulta che circa il 71% del territorio ha una stazione nel raggio di 5 km e il 96% nel raggio di 10 km.
È una misura di prossimità territoriale, non la percentuale di residenti, viaggiatori o automobilisti che hanno una ricarica vicina. Le aree urbane e i grandi assi stradali presentano le densità maggiori; Motus-E rileva inoltre una disparità tra Meridione e resto d’Italia e ricorda che circa il 35% del territorio nazionale è montuoso. Una percentuale calcolata sulla superficie non attribuisce lo stesso peso a città densamente abitate, aree agricole e zone montane.

Colonnine in autostrada: potenza e copertura
La rete autostradale ha esigenze specifiche: soste più brevi, viaggi di lunga percorrenza e necessità di ricaricare durante una pausa. Nel Libro Bianco 2026, Motus-E descrive per il primo trimestre 2026 una composizione molto diversa da quella nazionale: l’86,5% dei punti autostradali è in corrente continua e oltre il 61% supera 150 kW, contro rispettivamente il 29,1% e l’8,9% del totale nazionale.
Nel primo trimestre 2026, poco più della metà delle 473 aree di servizio considerate risultava dotata di ricarica; la copertura era più ampia nel Centro-Nord e inferiore alla metà in diversi tratti del Sud e delle isole. L’aggiornamento Motus-E al 30 giugno 2026 conta invece 1.516 punti di ricarica in autostrada. Sono fotografie con date e misure diverse: il conteggio dei punti non coincide con la quota di aree di servizio attrezzate.
Per valutare un’area autostradale, il dato nazionale va affiancato alla distanza tra stazioni, ai flussi sulla singola direttrice e ai servizi già presenti. Sagelio approfondisce il tema nell’analisi sulle colonnine fast DC nelle stazioni di servizio.
Come valutare la rete locale prima di scegliere un sito
Per una decisione aziendale, i report nazionali e regionali sono un punto di partenza. Il passo successivo è raccogliere dati riferiti alla zona concreta e alla funzione del sito:
- quanti punti ci sono nel bacino di percorrenza utile e quali sono le loro potenze;
- quanti risultano realmente attivi e accessibili negli orari in cui servirebbero;
- quale tipo di utenti e flussi attraversa la zona: residenti, pendolari, turismo o trasporto merci;
- quanto dura la sosta e se l’utente cerca una ricarica rapida o può ricaricare durante un’attività già prevista;
- quali alternative sono già presenti lungo lo stesso percorso o nel quartiere;
- quali sono potenza disponibile, tempi di connessione, autorizzazioni e costi del sito.
Le esigenze cambiano tra un parcheggio urbano, una struttura ricettiva, un’attività commerciale e un’area di passaggio. Per capire quale potenza si adatta ai tempi di sosta, leggi anche la guida Sagelio alla ricarica AC e DC per le attività.
Valutare una location: quali dati servono
I report di Motus-E descrivono crescita e distribuzione della rete; per stimare il potenziale di un sito servono anche dati locali su punti attivi, potenza, flussi, tempi di sosta e costi di connessione. Incrociare questi elementi permette di valutare il progetto nel suo contesto.
Stai valutando una location? Compila il form qui sotto e indica il comune, il tipo di attività e i dati che hai già a disposizione. Queste informazioni aiutano a inquadrare la situazione concreta e a capire quali verifiche fare.
Per aziende e strutture
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