In quanto tempo si ricarica un’auto elettrica?

La domanda più frequente che riceviamo da clienti e appassionati è, ovviamente, quella sui tempi di ricarica: “in quanto tempo posso ricaricare la batteria della mia auto?”. La risposta è più articolata di quanto si possa immaginare.

Nel magico mondo della mobilità del Novecento, siamo stati abituati a rabboccare i serbatoi delle nostre auto in maniera quasi automatica, senza neanche pensare a come faccia quel liquido o gas dall’odore “interessante” a finire nella nostra auto e trasformarsi in energia per far girare le ruote: si trattava generalmente di una procedura relativamente rapida (un po’ meno in caso di metano), presa sottogamba e spensieratamente. Più vuoto era il serbatoio, più tempo ci sarebbe voluto a riempirlo.

La mobilità elettrica, anche sotto questo profilo, è diversa. Infatti, i tempi di “rabbocco” non dipendono solo dalla capienza del serbatoio, ma dalla combinazione di tre fattori ugualmente importanti e ancora poco standardizzati: le dimensioni del pacco batteria e il suo stato di carica, la potenza della stazione di ricarica a cui siamo collegati e il sistema di ricarica interno all’auto.

1. Il pacco batteria.

Analogamente alle auto con motore endotermico, anche la batteria dell’auto può essere considerata un serbatoio di energia. Tuttavia, le dimensioni di tale “serbatoio” variano molto significativamente di modello in modello, alla ricerca distante di un compromesso tra leggerezza del veicolo, costo del mezzo (le batterie sono la parte più pesante e costosa di un’auto elettrica), efficienza del motore e voglia di fare quanti più km possibile con un “pieno”.

Ovviamente, più grande sarà la batteria e più tempo sarà necessario a ricaricarla, a parità di altre condizioni.

Inoltre, i processi chimici alla base della ricarica ne rallentano la velocità quando la batteria sarà carica intorno all’80%: la fase finale del processo di ricarica è quindi sempre più lenta di quella iniziale e centrale.

2. La stazione di ricarica.

A differenza dei distributori di carburante, infatti, le stazioni di ricarica possono erogare energia elettrica a potenze molto differenti tra loro: da meno di 2 kW del cavo shucko di emergenza collegato alla presa di casa, agli oltre 150 kW delle stazioni di ricarica ultrarapida in corrente continua. Una stessa batteria potrà dunque ricaricare con velocità estremamente differenti a seconda della potenza della stazione di ricarica a cui è collegata.

Dal punto di vista tecnico, possiamo distinguere tra stazioni di ricarica  AC in corrente alternata (generalmente capaci di erogare tra i 3.7 e i 22 kW) e quelle DC in corrente continua, a potenze ben maggiori.

Le comuni stazioni di ricarica presenti nelle città (Enel, Duferco, A2A, ecc.) , così come quelle installate da Sagelio presso le strutture ricettive, sono generalmente a corrente alternata – il loro vantaggio è quello di non sovraccaricare la rete elettrica con picchi di potenza davvero fuori dal comune; si diffondono tuttavia sempre più, soprattutto in prossimità di strade a lunga percorrenza che richiedono un rabbocco rapido su lunghe tratte, quando una sola carica non è necessaria a ricoprire tutto il percorso, anche le stazioni cosiddette “fast”, che abbinano un erogatore a corrente alternata con uno a corrente continua.

Attenzione: non tutte le auto sono in grado di ricaricare presso stazioni di ricarica a corrente continua: è necessario che siano dotate di una particolare presa di ricarica, la c.d. “ChaDeMo” (o in alternativa la “CCS”).

3. Il caricatore interno dell’auto.

A rendere il tutto ancora meno lineare, c’è un’altra variabile molto importante da tenere in considerazione quando si ricarica l’auto presso stazioni AC: la potenza del caricatore interno dell’auto.

Difatti la ricarica in corrente alternata presuppone che l’auto disponga di un caricatore interno che riceva e moduli la potenza erogata dalla stazione di ricarica, e che funge da filtro ultimo per la velocità di ricarica. Tale caricatore potrà essere monofase o trifase, da 16 o da 32 Ampére. Cosa vuol dire? In sintesi, se un’auto può caricare solo a una fase e con 16 Ampére, quale che sia la potenza erogata, questa potrà ricevere soltanto 3.7 kW in un’ora. Ecco una tabellina per capire subito a che potenza massima la vostra auto potrebbe ricaricare presso le più comuni stazioni di ricarica AC:

Potenza di ricarica presso stazioni AC

Tre esempi.

Mini Countryman Plug-In

La Mini Cooper S E Countryman All 4 plug-in ha un caricatore interno da 3.7 kW e nessuna predisposizione per la ricarica DC. Questo vuol dire che ricaricherà sempre al massimo a 3.7 kW, anche se collegata a una stazione da 22 kW.

Tuttavia, visto che la batteria è molto piccola, da 7,6 kWh (si tratta di un’auto ibrida in cui il motore entra in funzione solo sporadicamente), ricaricando a 3.7 kW la ricarica completa sarà effettuata in (7,6 kWh/3.7 kW= 2,05 h) poco più di due ore.

Hyundai Kona Exellence

La Hyundai Kona Exellence, interamente elettrica, è dotata di una bella batteria da 64 kWh.

Il suo caricatore interno è un 32 Ampére monofase, seppure disponga anche di un connettore CSS per ricarica in corrente continua fino a 70 kW.

Se dovessimo collegare la Kona a una stazione di ricarica da 11 kW (ovvero trifase, a 16 Ampére per fase), il caricatore interno all’auto potrebbe sfruttare solo una delle tre fasi della colonnina, e quindi caricare solo a 16 Ampére – l’auto ricarcherà a 3.7 kW, impiegando la bellezza di (64 kWh / 3.7 kW = 17,3 h) oltre 17 ore! Fortunatamente, una batteria del genere consente oltre 400 km di autonomia, dunque non sarà neppure necessario ricaricarla ogni giorno.

La stessa auto, collegata a una stazione di ricarica da 22 kW (tre fasi, 32 Ampére per fase), riuscirebbe a utilizzare tutti i 32 Ampére dell’unica fase attivata dal suo caricatore, dimezzando così i tempi di ricarica: (64 kWh / 7.4 kW = 8.6 h), meno di 9 ore per una ricarica completa.

Collegata a una stazione DC da 150 kW, l’auto potrà ricaricare a 70 kW con il suo caricatore CSS: (64 kWh / 70 kW = 0.9 h). Meno di un’ora per una ricarica completa!

Renault Zoe Q90

La Renault Zoe Q90, con 41 kWh di batteria, è invece dotata di un caricatore interno trifase, in grado di assorbire qualsiasi potenza AC erogata dalla stazione di ricarica. Qui i calcoli sono semplici:

Stazione da 3.7 kW? Ricaricherà a 3.7 kW! (Completa in 11 ore)

Stazione da 7.4 kW? Ricaricherà a 7.4 kW! (Completa in meno di 6 ore)

Stazione da 11 kW? Ricaricherà a 11 kW! (Completa in meno di 4 ore)

Stazione da 22 kW? Ricaricherà a 22 kW! (Completa in meno di 2 ore).

Insomma, rispondere rapidamente alla domanda “in quanto tempo ricarica?” è più complesso del previsto!

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