“Sì, ma quanto costa ricaricarla?”

L’auto elettrica colpisce per vari aspetti: silenziosità, accelerazione, assenza di emissioni dirette sono gli elementi positivi che spiccano maggiormente. Certamente non è tale il prezzo, da molti considerato proibitivo. Per questo oggi vi offriamo una breve analisi dei costi di ricarica, elementi fondamentali nella valutazione del costo totale di possesso dell’auto – ovvero, quanto mi costa un’auto dall’acquisto alla vendita/rottamazione?

Nota: per consentire paragoni, consideremo il costo di ricarica in termini di € per kWh. Faremo poi un esempio pratico con tre veicoli: Renault Zoe, Tesla Model 3 e Hyundai Ioniq per confrontarne eventuali costi e prestazioni, a parità di utilizzo.

Ricaricare a casa: 20 centesimi – o gratis

L’auto elettrica può essere ricaricata attraverso l’impianto elettrico domestico. Si tratta ovviamente della situazione ideale in termini di praticità, con l’auto che ricarica mentre è tranquillamente parcheggiata in garage, nel box o in giardino.

Ovviamente non è un privilegio che tutti possono permettersi, ma nel caso italiano è più frequente che altrove.

In questa situazione, il costo della ricarica è quello in bolletta, che dipende dal vostro operatore. Potremmo considerare una media di €0,20 per kWh, escludendo ovviamente eventuali costi di aumento dell’impegnativa per permettere ricariche più rapide.

E’ importante sottolineare come, nei contesti domestici, il costo per kWh resta uguale a prescindere dalla velocità di ricarica, che consente solo di “accelerare” la ricarica dei kWh. Un vantaggio portato dall’utilizzo di stazioni di ricarica domestiche, invece, può essere quello di ottimizzare la ricarica, sfruttando la maggiore velocità per incamerare quanti più kWh possibili. Questo si rivela particolarmente utile in caso di contratti a fasce orarie – programmare la ricarica in F3 può far risparmiare un bel po’ di soldini!

Vincitori assoluti della convenienza della ricarica a casa sono i lungimiranti che hanno deciso di investire su un impianto fotovoltaico. In questo caso, ricaricando durante le ore di luce (o attraverso un sistema di accumulo), la ricarica sarà gratuita! E potremmo effettivamente avere un’auto effettivamente a zero emissioni, la famosa “auto che va a raggi di sole”.

Per garantirsi comunque una piena adesione alla mobilità sostenibile, è importante assicurarsi di avere un contratto che garantisca la provenienza dell’energia elettrica interamente da fonti rinnovabili. In Sagelio, ci approvvigioniamo da ènostra, una cooperativa di produzione energetica 100% rinnovabile. Vi segnaliamo anche NWG, una Società Benefit come Sagelio operante nel campo della produzione e distribuzione di energia. Volendo restare sul mainstream, Engie e Sorgenia sono operatori che, in Italia, garantiscono un approvvigionamento sostenibile dell’energia.

Ricaricare alle colonnine standard: 45 centesimi, o gratis – ma occhio al tempo

Se ne vedono sempre di più: da quelle pubbliche installate da Enel X e altri competitor in grandissima parte dei Comuni Italiani, a quelle di vari operatori installate presso servizi commerciali privati.

Hanno potenza generalmente fino a 22 kW, erogati in corrente alternata (AC), e purtroppo in grandissima parte delle installazioni Enel X, nonostante la presenza di due connettori, solo uno è utilizzabile per le auto elettriche: l’altra uscita è una presa di Tipo 3A, utilizzabile soltanto dalle Renault Twizy. Una fallacia previsionale del team Enel, che evidentemente prevedeva che l’intera popolazione sarebbe andata in giro su delle biposto scoperte, o un furbo trick per moltiplicare le statistiche dei punti di ricarica disponibili pur sapendo che la quota utilizzabile è di circa la metà? Ai posteri l’ardua sentenza…

In questo caso, possiamo tranquillamente prendere a riferimento le tariffe Enel X, leader indiscusso sul mercato nazionale in termini di copertura. Le loro stazioni di ricarica (l’accesso alle quali è regolato tramite l’app JuicePass o apposite card richiedibili online) costano 0,45€ per kWh.

Ma attenzione: a ricarica completata, si hanno 30 minuti per liberare il connettore – altrimenti si pagano 9 centesimi per ogni minuto di occupazione – 5,40€ all’ora. La penalizzazione, necessaria per ottimizzare l’utilizzo delle stazioni davanti a un mercato crescente, segue il trend europeo e comunque non si applica nella fascia oraria 22.00 – 08.00. Aggiornamento del 31/03: Enel X ha deciso, causa crisi Covid-19, di spostare l’applicazione di questa tariffa extra a data da destinarsi.

Ci sono però delle opzioni per risparmiare anche su queste ricariche più veloci.

Una prima opzione è lavorare con pacchetti flat, anche di terze parti. Ad esempio Duferco fornisce un pacchetto da 300 kWh / mese a €30,50, ovvero 10,5 centesimi a kWh, su tutte le colonnine del proprio network e anche su tutto il network Enel – X. Dopo sei mesi, il costo passa a €48,80, ovvero 16,2 centesimi a kWh, sempre molto meno di Enel. Ovviamente, non utilizzando l’intera capienza del contratto, la convenienza dell’offerta va scemando.

Una ancor più valida alternativa è quella di approfittare delle stazioni di ricarica disponibili gratuitamente. Generalmente si tratta di stazioni presenti presso esercizio commerciali (es. IKEA Bari rilascia un voucher da 5 kWh gratuiti presso la stazione di ricarica Enel X presente sul parcheggio) o strutture del mondo dell’ospitalità. Cosa c’è di meglio di mangiare in ristorante mentre l’auto ricarica gratis?

A questo proposito, Sagelio ha raccolto le disponibilità dei propri clienti in Puglia per offrire la ricarica gratis e i servizi accessori (ristorante, piscina, spa, esperienze) a tariffe scontate. Trovate l’intero catalogo registrandovi qui.

Ricaricare alle colonnine fast: da 50 centesimi in su, Tesla esclusa

Le stazioni di ricarica fast sono quelle di potenza superiore ai 22 kW. Generalmente sono in corrente continua, ma ci sono anche stazioni AC da 50 kW.

Anche qui, gran parte della rete è un quasi-monopolio Enel X, con costo di 0,50€ per kWh e 0,18€ al minuto per sosta oltre 30 minuti a ricarica completata. Anche qui, l’utilizzo dei pacchetti flat potrebbe tornare utile.

Particolare il caso di Tesla, che sui suoi supercharger offre tariffe dedicate di 0,30€/kWh, ma solo ai possessori delle auto del costruttore californiano.

Un operatore sempre più presente sul territorio nazionale è Ionity, finanziato da molte case automobilistiche europee. Il prezzo ad oggi è di €0,79/kWh, ma con potenze di ricarica di 150 kW, aperto a tutte le auto sul mercato.

Come e quanto ricaricare?

Considerando l’autonomia media di un veicolo elettrico, che oggi è generalmente superiore ai 300 km, generalmente la semplice ricarica domestica è sufficiente a più che garantire gli spostamenti quotidiani di ciascuno di noi.

Avere un punto di ricarica anche sul luogo di lavoro renderebbe il pendolarismo altrettanto semplice, senza il bisogno di sfruttare alcun sistema più caro: a tal proposito, la predisposizione di punti di ricarica presso aziende e fabbriche è sempre più vista come una buona pratica di welfare aziendale – e molto più economica di un rimborso benzina!

Nel calcolo di alcuni scenari, possiamo immaginare che in un mese la signora Antonella ricarichi la sua auto per il 70% del tempo a casa (3.7 kW, a 20 centesimi al kWh), per il 20% presso stazioni rapide (22 kW, alla tariffa Enel di 45 centesimi) e per il 10% presso colonnine fast Enel X (50 kW, a 50 centesimi al kWh).

Immaginiamo una percorrenza media mensile di 2.000 km e l’utilizzo di una Renault Zoe nuovo modello, con batteria da 52 kWh e autonomia dichiarata di 395 km (7,59 km/kWh). Potremmo fare poi la stessa analisi immaginando che la signora Antonella utilizzi una Hyundai Ioniq (più efficiente) o una Tesla Model 3 Long Range (approfittando delle tariffe agevolate ai supercharger dedicati).

Mettiamo poi lo stesso utente al volante di una classica 500 1.2 benzina, e confrontiamo la sua spesa mensile, immaginando il prezzo medio della Super al 22 marzo 2020:

Da questa analisi emerge che il costo chilometrico di un’auto elettrica è di gran lunga inferiore a quello di un’auto con motore tradizionale. Ovviamente, due sono gli elementi che renderebbero l’utilizzo dell’elettrico ancora più vantaggioso:

  • Capacità di ricaricare interamente a casa, magari alimentando la ricarica da impianto fotovoltaico, dato il costo inferiore di quest’ultima (nullo in caso di prelievo 100% diretto dal fotovoltaico).
  • Necessità di guidare ancora più chilometri al mese, vista la minore incidenza chilometrica di una ricarica rispetto a quella di un pieno.

Sappiamo bene, però, che il costo di acquisto di un’auto elettrica resta più alto di quello di un’auto vecchio stile. La domanda è dunque: quanti km dovrete guidare per recuperare il costo extra? Speriamo di avervi dato gli strumenti necessari a svolgere questa analisi per il vostro caso: importante sarà sia la scelta dell’auto elettrica, che – soprattutto – i consumi della vostra attuale auto endotermica.

(Ci sarebbe anche da dire che le elettriche sono esenti da bollo per 5 anni, che l’assicurazione può costare molto meno, che ci sono importanti incentivi all’acquisto, che prezzi di mercato sono in calo… Ma ne riparleremo un’altra volta.)

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