Il 2025 di Sagelio: quando l’impatto inizia a correre

Il 2025 di Sagelio: quando l’impatto inizia a correre

Dopo un anno di crescita molto intensa, la vera sfida non è tanto misurare quanto si è cresciuti, ma capire quanto quella crescita sia diventata solida.

Per Sagelio, il 2024 era stato un anno di accelerazione forte: più rete, più persone, più riconoscimenti, più struttura. Il classico anno in cui succedono tante cose, alcune previste, altre meno, e in cui il rischio è confondere la velocità con la direzione. Il 2025 ha avuto un carattere diverso, più orientato a consolidare ciò che è stato costruito e a rendere più chiaro il modo in cui l’impatto viene generato e misurato.

La nuova Relazione di Sostenibilità 2025 nasce proprio da questa esigenza: offrire una lettura più completa e trasparente del lavoro svolto, non solo in termini di risultati, ma anche di metodo.

Perché crescere è bello. Ma crescere senza sapere esattamente cosa si sta generando intorno a sé è un po’ come guidare un’auto elettrica senza guardare l’autonomia residua: romantico, forse. Strategico, un po’ meno.

Un anno che pesa quasi quanto tutta la storia precedente

Il dato più immediato della Relazione 2025 è questo: nel solo 2025, il network Sagelio ha permesso di evitare 233 tonnellate di CO₂e.

È un numero importante di per sé. Ma diventa ancora più interessante se lo si guarda in prospettiva: dalla nascita di Sagelio a oggi, le emissioni complessivamente evitate hanno raggiunto 507,5 tonnellate di CO₂e.

Questo significa che il 2025, da solo, ha generato un impatto ormai paragonabile a quello prodotto in tutti gli anni precedenti messi insieme, a riprova che il network non cresce soltanto in dimensione, ma in capacità di essere utilizzato, riconosciuto e integrato nelle abitudini di mobilità di aziende, strutture ricettive, attività commerciali, driver e territori, in un mercato che a sua volta — sono i numeri a dirlo — scala sempre di più.

Una rete sempre più utilizzata

Mappa delle infrastrutture di ricarica gestite dal network Sagelio in Italia.

Dietro questi numeri ci sono attività concrete: nel 2025 sono stati erogati 334 MWh di energia, con circa 14.000 sessioni di ricarica distribuite su 173 location e circa 300 connettori.

Si tratta di una rete che non solo si espande, ma viene effettivamente utilizzata. Questo è un elemento centrale, perché il valore di un’infrastruttura di ricarica dipende da migliaia di scelte concrete: persone che ricaricano, strutture che mettono a disposizione un servizio, aziende che investono in infrastrutture. Il tutto contribuisce a rendere i territori più accessibili alla mobilità elettrica.

La mobilità elettrica, del resto, non diventa standard perché qualcuno la proclama tale. Diventa standard quando funziona, si trova dove serve e semplifica la vita a chi la usa — possibilmente senza costringerlo a scaricare otto app, consultare tre forum e fare un piccolo rito propiziatorio davanti alla colonnina.

Misurare meglio per migliorare

Un aspetto rilevante della Relazione 2025 riguarda il metodo di rendicontazione. Per la prima volta Sagelio ha adottato il framework europeo VSME/EFRAG, lo standard di sostenibilità per PMI non quotate sviluppato dall’EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group), l’organismo tecnico che definisce i principi di trasparenza europei. Questo strumento volontario è collegato alla direttiva CSRD e serve ad aiutare i piccoli fornitori a trasmettere facilmente i propri dati ESG a banche e grandi aziende, consentendo di organizzare le informazioni in modo più strutturato e comparabile.

Questo approccio amplia il perimetro dell’analisi: oltre ai risultati ambientali, vengono considerati governance, stakeholder, rischi, obiettivi e aree di miglioramento. La sostenibilità viene quindi trattata come un sistema da gestire, non solo come un insieme di risultati da comunicare.

Non tutto viene raccontato nell’articolo che state leggendo però — altrimenti non sarebbe un articolo, ma una relazione con una crisi d’identità. Ma il punto è proprio questo: la Relazione 2025 prova a mettere ordine in un percorso che sta diventando più complesso.

E questa complessità, se gestita bene, è una buona notizia. Significa che Sagelio sta crescendo abbastanza da doversi fare domande più difficili.

Emissioni evitate ed emissioni prodotte: entrambe contano

Persona consulta i dati della Relazione di Sostenibilità Sagelio 2025 sulle emissioni prodotte ed evitate.

Quando si parla di sostenibilità, uno dei rischi più frequenti è raccontare solo la parte più comoda della storia.

Nel caso di Sagelio, la parte più immediata è quella delle emissioni evitate: il beneficio ambientale generato dal network di ricarica rispetto a uno scenario in cui gli stessi chilometri sarebbero stati percorsi con veicoli endotermici.

Ma una rendicontazione più matura deve guardare anche all’altro lato: le emissioni prodotte dall’organizzazione e dalla sua filiera.

Per questo, nel 2025 Sagelio ha redatto un inventario GHG secondo la norma ISO 14064-1, quantificando 266,36 tonnellate di CO₂e prodotte. Il dato include emissioni dirette, indirette da energia e soprattutto emissioni di Scope 3, cioè quelle legate alla catena del valore: trasporti, prodotti utilizzati dall’organizzazione, uso dei prodotti e infrastrutture gestite.

Mettere insieme questi due dati è un passaggio importante perché aiuta a distinguere due piani diversi:

  • da un lato, l’impatto positivo generato dal network;
  • dall’altro, l’impronta ambientale necessaria per far esistere, crescere e mantenere quel network.

Meno effetto vetrina, più impatto core

Nel 2025 Sagelio ha scelto di sospendere temporaneamente gli investimenti in progetti di riforestazione, dopo aver contribuito alla piantumazione di 400 alberi tra il 2020 e il 2024.

La decisione nasce dalla volontà di concentrarsi sull’efficienza e sull’impatto diretto delle attività principali, lavorando su processi interni e modello operativo.

È una scelta meno appariscente: meno foto con la zappa in mano, più lavoro sui processi. Meno immediata da comunicare, forse, ma più coerente con una fase in cui la priorità diventa capire come rendere il modello operativo più efficiente, circolare e misurabile.

Questo non significa abbandonare le azioni di restituzione ambientale. Significa, piuttosto, rimetterle dentro una strategia più strutturata, evitando che la compensazione diventi una scorciatoia narrativa: piantare alberi è utile, ma non può diventare il modo elegante per non guardare a quello che succede nel cuore del proprio modello di business.

Organizzazione e persone

Il team Sagelio riunito all’aperto durante un momento aziendale.

La Relazione dedica spazio anche agli aspetti organizzativi. Nel 2025 Sagelio conta 10 persone, con 0% di turnover, nessun infortunio sul lavoro e oltre 290 ore di formazione.

La relazione fotografa anche aree su cui lavorare, come l’attuale sbilanciamento di genere nella governance. Non tutto è già risolto, ed è proprio per questo che ha senso misurarlo. La trasparenza non serve solo a mostrare i risultati migliori, ma anche a rendere visibili gli spazi di evoluzione.

In fondo, una relazione di sostenibilità dovrebbe fare esattamente questo: evitare l’autoritratto celebrativo e assomigliare di più a uno specchio. Magari con una buona luce, certo. Ma sempre uno specchio.

Oil e gas al contrario, ma senza guerre di religione

Due auto elettriche presso una colonnina di ricarica rapida Sagelio.

Sagelio nasce con un nome che è già una dichiarazione d’intenti: “Oil e Gas” scritto al contrario.

È un passaggio interessante perché apre uno spazio di contaminazione: portare la ricarica elettrica anche dentro luoghi storicamente legati ai combustibili fossili, accompagnandone l’evoluzione verso hub multienergetici — un giorno, forse, solo elettrici.

Non si tratta di fare guerre di religione, ma venire a patti con il bisogno di dialogo e gradualità, fulcro dell’incrocio tra, da un lato, le esigenze della transizione e della mitigazione e adattamento alla crisi climatica e, dall’altro, la resistenza umana al cambiamento e gli interessi economici di chi opera nel settore energetico da decenni o più.

Uno strumento per capire dove si sta andando

La Relazione di Sostenibilità 2025 rappresenta una fotografia più precisa di un percorso in evoluzione. Mostra una rete che cresce e viene utilizzata di più, un impatto ambientale in aumento e un’attenzione crescente alla qualità dei dati e dei processi.

Non perfetta, non definitiva, non priva di contraddizioni. Ma più solida.

E forse è proprio questo il punto: l’impatto positivo non si costruisce solo con i grandi annunci. Si costruisce anche con i dati ripuliti, le metodologie aggiornate, le domande scomode, i processi migliorati, le scelte meno instagrammabili e le reti che, ricarica dopo ricarica, iniziano davvero a cambiare il modo in cui ci muoviamo.

La Relazione completa è disponibile per chi desidera approfondire dati, obiettivi e piano di miglioramento.

Per chi invece vuole portare la ricarica elettrica nella propria attività o struttura, Sagelio continua a lavorare con lo stesso obiettivo: rendere la transizione energetica concreta e accessibile.

Come dici? È forse arrivato il momento di capire se la tua attività può entrare a far parte di questo grande network? Contattaci e parliamone insieme!

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