Centri commerciali e GDO: quante colonnine servono e che potenze scegliere

Centri commerciali e GDO: quante colonnine servono e che potenze scegliere

Per centri commerciali, supermercati, ipermercati e retail park, il parcheggio non è più solo uno spazio di servizio. È una parte dell’esperienza del cliente: il primo punto di contatto con la struttura e, sempre più spesso, un luogo in cui offrire servizi aggiuntivi.

Tra questi, la ricarica per auto elettriche sta assumendo un peso crescente. Non solo perché il mercato elettrico continua a espandersi, ma perché GDO e centri commerciali intercettano utenti che lasciano l’auto ferma per un tempo prevedibile. Proprio per questo, il tema non è installare colonnine in modo generico, ma capire quale configurazione sia coerente con il tipo di parcheggio, con i flussi del punto vendita e con il ruolo che la ricarica deve avere nell’esperienza cliente.

Perché la ricarica conta sempre di più nei parcheggi retail

Visual editoriale sulla crescita della ricarica retail con auto elettriche in parcheggio e dati sul mercato BEV in Italia

Il contesto sta cambiando rapidamente. In Italia, secondo Motus-E, nei primi cinque mesi del 2026 sono state immatricolate 64.102 auto elettriche, con una crescita del 74,5% rispetto allo stesso periodo del 2025; al 31 maggio 2026 il parco circolante elettrico ha raggiunto 421.487 auto. Questo significa che una quota sempre più visibile di clienti arriva già oggi nei parcheggi retail con esigenze di ricarica reali, non più occasionali.

Il dato italiano si inserisce in una tendenza più ampia. In Europa, secondo l’IEA, nel 2025 le vendite di auto elettriche sono cresciute di oltre il 30%, raggiungendo 4,2 milioni di unità, pari al 28% delle nuove auto vendute nella regione. Parallelamente cresce anche l’infrastruttura: al 31 marzo 2026, in Italia risultavano installati 78.253 punti di ricarica a uso pubblico e, negli ultimi dodici mesi, il 64% dei nuovi punti installati era di tipo veloce o ultraveloce.

In questo scenario, supermercati, ipermercati, retail park e centri commerciali hanno un vantaggio preciso: sono luoghi in cui l’auto resta già ferma per motivi naturali, mentre il cliente fa acquisti, utilizza servizi o trascorre tempo nella struttura. È qui che la ricarica può trasformarsi da semplice dotazione tecnica a servizio utile e riconoscibile.

Anche i dati sul retail fisico vanno nella stessa direzione. L’Osservatorio EY-CNCC ha rilevato che nel 2025 i centri commerciali italiani hanno confermato vendite e affluenze sostanzialmente stabili, mantenendo un ruolo centrale non solo negli acquisti, ma anche come spazi di aggregazione ed esperienza. Sul fronte della distribuzione, Istat segnala che a marzo 2026 le vendite al dettaglio sono cresciute del 3,7% in valore su base annua. Sono segnali che confermano la tenuta dei grandi formati di acquisto e rafforzano la centralità dei parcheggi retail come luoghi di servizio.

Supermercato, ipermercato e centro commerciale non sono la stessa cosa

Il primo errore da evitare è trattare tutti i parcheggi retail allo stesso modo. La logica di ricarica cambia insieme al formato commerciale e alla permanenza media del cliente.

Confronto visuale tra supermercato, ipermercato, retail park e centro commerciale con diverse logiche di ricarica nei parcheggi

Nel supermercato, la sosta è in genere breve o intermedia: si entra, si fa la spesa, si riparte. In questo contesto la ricarica deve essere percepita come utile nel giro di poco tempo. È il motivo per cui, in molti casi, la corrente continua risulta più coerente con l’esperienza reale del sito. Sagelio ha già approfondito questo punto nell’articolo dedicato alla ricarica Fast nel supermercato.

L’ipermercato lavora invece su permanenze un po’ più lunghe, soprattutto quando il punto vendita è grande o inserito in aree con servizi complementari. Qui la configurazione può iniziare a diventare più articolata, affiancando alla ricarica rapida alcuni punti AC destinati a chi resta più a lungo.

Nel retail park la situazione è ancora diversa: i flussi sono più variabili, perché una parte dei clienti effettua una visita rapida e un’altra si ferma più a lungo passando da più negozi. In questi casi, oltre alla potenza, diventano decisive la visibilità degli stalli e la loro posizione rispetto ai principali accessi.

Il centro commerciale, infine, è il contesto in cui la permanenza tende a essere più lunga e diversificata: acquisti, ristorazione, cinema, servizi, tempo libero. Qui l’AC può funzionare bene come infrastruttura distribuita, mentre la DC trova senso nelle aree più accessibili e ad alta rotazione. Per una panoramica più focalizzata su questo scenario, può essere utile anche la pagina Sagelio dedicata alle colonnine per centri commerciali.

Quante colonnine servono: scenari indicativi

Una volta chiarito che i formati retail non si comportano tutti allo stesso modo, diventa più semplice ragionare sul numero di punti da prevedere. Non esiste una soglia valida per tutti, ma esistono configurazioni iniziali più plausibili di altre.

Tipo di sitoConfigurazione indicativa
Supermercato piccolo o medioPunti AC 22 kW, con valutazione di una DC 50 kW se la rotazione lo giustifica
Supermercato medio-grandeUna DC 90 kW affiancata da alcuni punti AC 22 kW
IpermercatoMix tra AC 22 kW e DC 90 kW, con possibile valutazione di 150 kW nei siti più forti
Retail parkDC ben visibile e accessibile, più AC distribuita in base alla permanenza
Centro commercialeAC diffusa per soste medio-lunghe e Fast DC 90 o 150 kW nei punti a maggiore accessibilità

Questi scenari vanno letti come base di orientamento, non come standard automatici. Due punti vendita con dimensioni simili possono avere esigenze diverse se cambiano accessibilità, bacino d’utenza, visibilità degli stalli o disponibilità elettrica.

Che potenza scegliere: 22, 50, 90 o 150 kW

Dopo aver definito il tipo di sito, la scelta della potenza diventa molto più leggibile. Ogni fascia risponde a una funzione diversa e non tutte hanno senso negli stessi contesti. Per un approfondimento più tecnico sulle differenze tra le due tecnologie, Sagelio ha dedicato una guida specifica al tema AC vs DC.

Immagine editoriale che confronta colonnine da 22, 50, 90 e 150 kW per parcheggi retail e GDO

AC 22 kW

La ricarica AC da 22 kW è adatta quando l’auto resta ferma abbastanza a lungo. Per questo trova spazio soprattutto nei centri commerciali, negli ipermercati, nei parcheggi dei dipendenti o in tutti quei contesti in cui l’obiettivo è distribuire il servizio su più stalli senza puntare tutto sulla velocità.

DC 50 kW

La DC da 50 kW rappresenta una prima soglia di ricarica rapida. Può essere una scelta sensata in supermercati o strutture medio-piccole, dove si vuole offrire un servizio più percepibile rispetto all’AC mantenendo però una complessità ancora contenuta.

DC 90 kW

Per molti contesti GDO, la fascia 90 kW è tra le più interessanti. È abbastanza veloce da essere coerente con il tempo della spesa e, allo stesso tempo, può risultare più equilibrata sul piano impiantistico rispetto a potenze superiori, anche quando l’obiettivo è evitare interventi più onerosi sulla cabina di media tensione.

Nei supermercati medio-grandi, questa fascia può diventare il cuore della configurazione, soprattutto se affiancata da alcuni punti AC per clienti o utenti che restano più a lungo.

DC 150 kW

La DC da 150 kW ha senso nei siti con flussi elevati, buona accessibilità, forte visibilità e rotazione importante. Può essere adatta a retail park, ipermercati molto frequentati o centri commerciali posizionati lungo direttrici trafficate.

È una scelta che va valutata con attenzione, perché richiede coerenza tra utilizzo atteso, disponibilità elettrica e sostenibilità complessiva del progetto.

Il DM 28 ottobre 2025: cosa considerare

Accanto alle valutazioni commerciali e tecniche, oggi esiste anche un quadro normativo più strutturato. Il DM 28 ottobre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 5 dicembre 2025, aggiorna il decreto 26 giugno 2015 sui requisiti minimi degli edifici.

Per supermercati, centri commerciali e altri edifici non residenziali dotati di posti auto, il decreto introduce prescrizioni legate all’integrazione delle infrastrutture di ricarica. La norma distingue tra punti di Tipologia A, in corrente alternata con potenza nominale almeno pari a 7,4 kW, e sistemi di Tipologia B, in corrente continua con potenza nominale almeno pari a 50 kW. Sono previste anche equivalenze: ad esempio, 10 punti di Tipologia A possono equivalere a un sistema di Tipologia B, mentre 2 sistemi di Tipologia B possono equivalere a un impianto ultraveloce da almeno 150 kW.

Visual editoriale sul DM 28 ottobre 2025 con tipologie AC e DC per parcheggi di edifici non residenziali

Il punto, però, non è fermarsi alla soglia minima. Per un sito retail, la ricarica deve essere pensata in modo coerente con il funzionamento reale del parcheggio, altrimenti il rischio è rispettare un requisito senza costruire un servizio davvero utile.

Perché spesso serve una soluzione mista

È proprio qui che, in molti casi, emerge il valore di una soluzione mista. L’AC permette di distribuire la ricarica su più stalli e intercetta soste medio-lunghe; la DC, invece, lavora bene quando il cliente cerca un beneficio tangibile in tempi più brevi.

Una configurazione mista consente quindi di rispondere a usi diversi all’interno dello stesso parcheggio, evitando sia una rete solo AC poco incisiva, sia una rete solo DC eccessivamente concentrata su un solo tipo di sosta.

Gestione, tariffe e assistenza: la parte che completa il progetto

Una stazione di ricarica per GDO o centri commerciali non si esaurisce nell’hardware. Conta anche tutto ciò che avviene dopo l’installazione: gestione degli accessi, pagamenti, tariffe, report, monitoraggio, assistenza, manutenzione e visibilità del punto di ricarica sulle app utilizzate dagli automobilisti elettrici.

Per una struttura commerciale, questi elementi sono decisivi. Una colonnina non funzionante, poco visibile o difficile da usare non genera valore. Al contrario, una stazione ben gestita può diventare un servizio aggiuntivo per i clienti e uno strumento utile per valorizzare il parcheggio.

Anche il pricing va costruito con attenzione, soprattutto nei contesti retail, dove la tariffa deve tenere insieme costo dell’energia, valore percepito dal cliente e sostenibilità del servizio. Su questo tema Sagelio ha approfondito diversi modelli nell’articolo su come monetizzare la ricarica nei parcheggi retail.

Come orientarsi nella scelta tra numero di punti e potenze

Per centri commerciali e GDO, la domanda utile non è installare il maggior numero possibile di colonnine, né puntare automaticamente sulla potenza più alta disponibile. La scelta funziona quando la configurazione rispecchia davvero il modo in cui il parcheggio viene vissuto.

Un supermercato medio-grande può trovare nella DC da 90 kW il punto di equilibrio più sensato, affiancandola a qualche stallo AC. Un centro commerciale può invece lavorare meglio con una rete AC più diffusa e con alcuni punti DC nelle aree più strategiche. Un retail park può richiedere un mix diverso ancora, in funzione dei flussi e della visibilità.

La ricarica elettrica non va improvvisata. Va progettata come un servizio coerente con il sito.

Con Sagelio puoi valutare numero di punti, potenze, gestione e assistenza più adatti al tuo parcheggio, trasformando la ricarica in un servizio utile per i clienti e sostenibile per la struttura. Lasciaci un tuo contatto oppure prenota direttamente un appuntamento gratuito con un nostro consulente.

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