Riqualificazione energetica per il turismo: arrivano 780 milioni di euro!

Riqualificazione energetica per il turismo: arrivano 780 milioni di euro!

Il programma FRI-Tur, in partenza il 20 marzo, finanzia progetti di riqualificazione energetica per le attività ricettive del valore minimo di 500.000€, fino a 10 milioni di euro. Ecco come partecipare.

A chi è rivolto

Il Bando, promosso da Invitalia, è rivolto al mondo della ricettività turistica, nello specifico alberghi, agriturismi, strutture ricettive all’aria aperta, imprese del comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale, stabilimenti balneari, complessi termali, porti turistici, parchi tematici, inclusi quelli acquatici e faunistici.

Nello specifico, i requisiti di partecipazione per le imprese rientranti in tali categorie sono:

  • Essere proprietari degli immobili oggetto dell’intervento, o essere gestori dell’attività presso immobili o aree di terzi;
  • Essere regolarmente costituite e iscritte al registro delle imprese
  • Non trovarsi in stato di liquidazione
  • Essere in regime di contabilità ordinaria (non semplificata)
  • Avere una valutazione del merito di credito positiva e una delibera di finanziamento rilasciata dalla stessa banca finanziatrice

Cosa finanzia

Il bando permette di richiedere un contributo per investimenti da realizzare entro il 13.12.2025 presso una o più unità dell’impresa, di valore complessivo (al netto dell’IVA) tra 500.000 euro e 10 milioni di euro.

Gli interventi possono essere di:

  • Riqualificazione energetica
  • Riqualificazione antisismica
  • Eliminazione delle barriere architettoniche
  • Manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, installazione di manufatti leggeri
  • Realizzazione di piscine termali (solo per pre-esistenti stabilimenti termali)
  • Digitalizzazione
  • Acquisto o rinnovo di arredi

Come finanzia

L’intervento si basa su tre tipologie di finanziamento, due supportate dal bando e una da acquisire indipendentemente da parte dell’azienda.

  1. Contributo diretto alla spesa: massimo 35% delle spese ammissibili, nei limiti delle percentuali massime sulla dimensione dell’impresa
  2. Finanziamento agevolato: durata tra i 4 e 15 anni con massimo tre anni di preammortamento (in cui si paga solo la quota interessi), concesso da Cassa Depositi e Prestiti con tasso nominale annuo dello 0.5%
  3. Altro finanziamento autonomamente ottenuto dall’azienda e di pari importo rispetto a quello agevolato emesso da CDP, a condizioni di mercato.

In sostanza, ad esempio, immaginando di avere un progetto da 1.000.000€ e di poter ottenere un contributo diretto a fondo perduto del 30% (punto 1), dunque 300.000€, il restante 70% della spesa potrà essere diviso equamente, con 350.000€ attraverso il finanziamento agevolato allo 0.5% e altri 350.000€ reperiti da altro finanziamento bancario a tassi di mercato.

Come partecipare

Per partecipare, va inviata una domanda online sul portale Invitalia, tra le 12 del 20 marzo 2023 e le 12 del 20 aprile 2023.

Come presentare la domanda

Invitalia ha messo a disposizione una guida alla compilazione della domanda che vi seguirà passo dopo passo.

Posso utilizzare l’incentivo per installare punti di ricarica per auto elettriche?

Sì. Nella categoria “riqualificazione energetica” possono essere inseriti gli elementi hardware, e nella categoria “digitalizzazione” eventuali gestionali software.

Anche nell’elenco spese ammissibili, al punto a2), si legge che sono ammesse:

a.2) le spese per gli interventi di installazione di nuovi impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica su edifici e muniti di sistema di accumulo, per i quali si applica quanto previsto dal comma 7, dell’articolo 119, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, nonché l’installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici, che siano destinate ad uso esclusivo della struttura turistica oggetto dell’intervento.

Fonte

Per ulteriore chiarezza, il team di Sagelio ha inviato un quesito a Invitalia su tale ammissibilità: l’Ente ha specificato che, comunque, le spese ammissibili vengono valutate volta per volta dalla commissione di valutazione, dunque va considerata la ratio della spesa all’interno del più ampio piano di investimenti.

Il comma a.2) sopra citato sulle spese ammissibili lascia ad ogni modo pochissimi margini di interpretazione.

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