Organizzare un viaggio significa prendere una serie di decisioni: scegliere la destinazione, confrontare le strutture, valutare prezzo, posizione, servizi.
Per molti anni questo processo è rimasto sostanzialmente stabile. Alcuni elementi influenzavano la scelta — la presenza di parcheggio, la colazione inclusa, la vicinanza al centro — ma la logica di fondo era sempre la stessa: confrontare opzioni tra loro simili.
L’introduzione della mobilità elettrica ha iniziato a modificare questo schema.
Chi viaggia con un’auto elettrica non si limita a confrontare gli hotel disponibili, ma deve integrare nella scelta un vincolo aggiuntivo: la gestione della ricarica.
Questo cambia l’ordine delle priorità.
Prima ancora di valutare prezzo o posizione, emerge una domanda preliminare: è possibile ricaricare durante il soggiorno?
In molti casi entra in gioco anche un elemento psicologico noto: la cosiddetta ansia da ricarica (range anxiety).

Non riguarda solo l’autonomia reale del veicolo, ma la percezione di rischio legata alla possibilità di non trovare una colonnina disponibile nel momento necessario.
Per questo motivo, la presenza di una colonnina di ricarica in hotel viene percepita come un elemento di stabilità: consente di pianificare il viaggio in modo più prevedibile e riduce l’incertezza.
Questo porta molti viaggiatori elettrici a selezionare le strutture già in fase iniziale sulla base della disponibilità di ricarica.
Ed è in questo passaggio che entrano in gioco le OTA.
Come funzionano i filtri nelle OTA
Le OTA (Online Travel Agencies) utilizzano sistemi di filtraggio progettati per ridurre rapidamente l’offerta visibile all’utente.
Il comportamento tipico è questo:
- il viaggiatore inserisce destinazione e date;
- la piattaforma mostra centinaia o migliaia di risultati;
- l’utente applica filtri per ridurre il numero di opzioni.
Ogni filtro attivo elimina automaticamente tutte le strutture che non possiedono quella caratteristica.
Nel caso della ricarica auto elettrica negli hotel, questo meccanismo ha un effetto particolarmente rilevante: non riguarda una preferenza accessoria, ma una condizione logistica del viaggio.
Questo significa che la presenza o l’assenza della ricarica non influenza solo la scelta finale, ma determina quali hotel entrano nel perimetro di scelta.
Il filtro “Ricarica auto elettrica”
Molte piattaforme di prenotazione hanno introdotto un filtro dedicato alla ricarica dei veicoli elettrici.
Quando l’utente seleziona questa opzione, il sistema mostra esclusivamente gli hotel con ricarica auto elettrica.
Le strutture che non offrono questo servizio vengono eliminate automaticamente dalla lista dei risultati.
Per un hotel questo passaggio è decisivo.
Non si tratta di essere più o meno competitivi rispetto ad altre strutture: si tratta di essere presenti o assenti nella ricerca.
Dal punto di vista del viaggiatore elettrico, questo è coerente con il processo decisionale: se non posso ricaricare, quella struttura non è semplicemente meno interessante, ma non è compatibile con il viaggio.
Un esempio concreto: una ricerca su Roma
Per capire meglio l’effetto di questo filtro basta osservare una ricerca reale.

Ricerca effettuata su Booking (2 adulti, check-in venerdì 12 giugno, check-out domenica 14 giugno):
- 10.025 strutture disponibili senza filtri
- 447 strutture disponibili con filtro “stazione di ricarica per veicoli elettrici”
Questo significa che solo circa il 4,5% dell’offerta totale dichiara la presenza di una stazione di ricarica.
In altre parole, oltre il 95% delle strutture non è visibile quando il filtro per la ricarica è attivo.
Dal punto di vista del viaggiatore elettrico, la scelta reale non è tra 10.000 hotel, ma tra 447 strutture compatibili con il proprio viaggio.

Questo ordine di grandezza è coerente anche a livello nazionale: in molte destinazioni italiane meno del 10% delle strutture ricettive offre ricarica per veicoli elettrici, con variazioni locali ma uno stesso squilibrio tra domanda e offerta.
Diffusione delle auto elettriche in Italia
La rilevanza di questo comportamento è destinata ad aumentare nel tempo.
Il parco circolante di auto completamente elettriche e ibride plug‑in in Italia si colloca nell’ordine delle centinaia di migliaia di veicoli (circa 600.000–700.000) ed è in crescita costante.
Questo significa che cresce progressivamente anche il numero di viaggiatori che affrontano il viaggio con una logica di pianificazione legata alla ricarica.
Evoluzione indicativa del parco circolante elettrico in Italia (BEV + PHEV):
| Anno | Veicoli elettrificati (BEV + PHEV) | Nota |
|---|---|---|
| 2019 | ~60.000 | fase iniziale di diffusione |
| 2021 | ~220.000 | crescita accelerata |
| 2023 | ~470.000 | consolidamento del mercato |
| 2024–2025 | >600.000 | crescita costante delle immatricolazioni |
Man mano che questo numero cresce, aumenta anche il numero di utenti per cui la ricarica diventa un criterio di selezione.
Turismo internazionale e mobilità elettrica
Un elemento spesso sottovalutato riguarda la provenienza dei viaggiatori.
In diversi Paesi europei la diffusione della mobilità elettrica è già più avanzata rispetto all’Italia. Questo significa che una parte dei turisti che arrivano dall’estero è già abituata a guidare veicoli elettrici nella vita quotidiana.

Questo comportamento si riflette anche nel viaggio.
Si osservano due situazioni tipiche:
- Arrivo in Italia con auto elettrica propria, soprattutto nei flussi intra‑europei;
- Arrivo in aereo e noleggio di un’auto, con una preferenza crescente per veicoli elettrici o ibridi plug‑in.
In entrambi i casi, il bisogno non cambia: il viaggiatore tende a cercare strutture che consentano di ricaricare durante il soggiorno.
Per un ospite abituato a guidare elettrico, la presenza di una colonnina in hotel non è percepita come un servizio accessorio, ma come una continuità dell’esperienza di mobilità.
Questo rende la ricarica particolarmente rilevante nelle destinazioni con forte componente di turismo internazionale.
Per una parte dei turisti europei, non avere ricarica è oggi l’eccezione, non la norma.
Micro‑case: cosa cambia per il viaggiatore (e per l’hotel)
Consideriamo due scenari operativi, osservabili nella pratica.
Scenario A – senza ricarica in hotel
- arrivo con batteria residua incerta;
- ricerca di colonnine pubbliche (tempo + incertezza su disponibilità/affidabilità);
- possibile deviazione dell’itinerario il giorno successivo;
- aumento del “costo mentale” del soggiorno.
Scenario B – con ricarica AC in hotel
- parcheggio e collegamento immediato;
- ricarica notturna (8–12h) → 30–60 kWh recuperati, in funzione della potenza e del veicolo;
- partenza il giorno successivo senza ulteriori pianificazioni.
La differenza non è solo tecnica ma decisionale: nello scenario B l’hotel diventa compatibile e preferibile già nella fase di filtro.
Quanto traffico può perdere un hotel senza ricarica
Il punto non è solo quante prenotazioni si perdono, ma quale quota di domanda diventa inaccessibile.
Riprendendo l’esempio:
- base risultati: 10.025
- con filtro EV: 447
Questo implica due effetti misurabili:
- Riduzione del mercato visibile (~×20): il set competitivo si comprime drasticamente.
- Selezione a monte: l’hotel senza ricarica non entra nel funnel (impression → click → prenotazione).
Anche con una quota di utenti EV contenuta (es. 5–10%), l’impatto è elevato perché il filtro agisce prima di ogni confronto su prezzo o recensioni.
Perché per un hotel può bastare una colonnina AC
Si tende a pensare che servano colonnine ad altissima potenza per essere davvero utili.
In realtà, per un hotel, il punto è un altro.
Gli ospiti non si fermano 20 minuti: lasciano l’auto parcheggiata per ore, spesso per tutta la notte.
Questo cambia completamente il ragionamento.
Anche una colonnina AC, quindi con potenze più contenute, riesce a coprire il bisogno reale del viaggiatore: ripartire il giorno dopo con un’autonomia sufficiente, senza doversi preoccupare di dove ricaricare.
Dal punto di vista dell’ospite, non è la velocità il fattore decisivo, ma la certezza di trovare la ricarica nel posto in cui dorme.
Per l’hotel questo si traduce in una soluzione più semplice:
- installazione meno complessa;
- costi più contenuti;
- possibilità di iniziare con un punto e crescere nel tempo.
In altre parole, non serve trasformarsi in una stazione di ricarica: basta diventare un luogo affidabile dove ricaricare durante il soggiorno.
Approfondimenti utili
Per un inquadramento più ampio:
- Case study: come il Barion Hotel ha aumentato le prenotazioni grazie alle colonnine di ricarica
- Come guadagnare con una colonnina di ricarica per auto elettriche nel tuo hotel
Conclusione
Dal punto di vista del viaggiatore elettrico, la ricarica è una condizione di viaggio.
Nelle OTA questo si traduce in un effetto binario: presenza → inclusione; assenza → esclusione.
Per gli hotel, introdurre una colonnina di ricarica significa soprattutto accedere a una quota di domanda che altrimenti resta invisibile, con un investimento che può essere dimensionato in modo progressivo (AC) e coerente con i tempi di sosta.
Vuoi capire se una colonnina di ricarica per hotel può avere senso anche per la tua struttura?

Puoi richiedere una consulenza gratuita per analizzare il parcheggio dell’hotel, la domanda potenziale e le possibili soluzioni di ricarica.





