Quando la ricarica smette di essere un extra
Negli ultimi anni la diffusione delle auto elettriche ha iniziato a modificare in modo concreto le abitudini di viaggio. Questo cambiamento non riguarda solo chi viaggia per piacere, ma soprattutto chi si sposta spesso per lavoro, percorre molti chilometri e cerca soluzioni che riducano imprevisti e perdite di tempo.
In questo contesto, la presenza di una colonnina di ricarica in hotel sta progressivamente passando da servizio accessorio a criterio di scelta. Non è ancora una regola universale, ma per una quota crescente di viaggiatori elettrici rappresenta un requisito implicito del soggiorno.
Questo articolo analizza il caso del Barion Hotel partendo da una domanda semplice: che tipo di valore genera davvero la ricarica elettrica quando è integrata nell’esperienza di soggiorno? Per rispondere, non ci concentreremo sull’estetica dell’infrastruttura o su promesse teoriche, ma su dati di utilizzo reali osservati nel tempo.
Perché Barion Hotel è un buon caso di studio

Barion Hotel è una struttura con una forte vocazione business, utilizzata da viaggiatori che si spostano frequentemente per lavoro e che, proprio per questo, tendono a tornare più volte nella stessa zona e nelle stesse strutture.
In un contesto di questo tipo, la scelta dell’hotel non dipende solo dal prezzo della camera o dalla qualità dei servizi tradizionali, ma anche dalla capacità di ridurre le frizioni logistiche. Per chi guida un’auto elettrica, una delle frizioni più rilevanti è la ricarica.
È qui che la colonnina smette di essere un “plus” e diventa parte della proposta di valore: non come servizio tecnico a sé stante, ma come elemento che semplifica il viaggio e rende la scelta dell’hotel più naturale e ripetibile.
Da quali dati partiamo

Per questo case study abbiamo analizzato i dati di ricarica raccolti presso il Barion Hotel nel periodo 2021–2025. Nel complesso, il dataset comprende circa 450 sessioni di ricarica, distribuite in modo continuo nel tempo.
Per evitare interpretazioni fuorvianti, è però fondamentale chiarire quali dati sono rilevanti e quali no.
Tutte le sessioni di ricarica senza incasso tracciato sono riconducibili all’utilizzo interno da parte del personale della struttura. Si tratta quindi di ricariche che producono un risparmio individuale sul costo del carburante, ma non hanno un impatto diretto sulle performance economiche o sulla domanda dell’hotel.
Al contrario, le sessioni con incasso cliente valorizzato sono effettuate esclusivamente dagli ospiti dell’hotel. In questi casi, la ricarica è parte integrante del soggiorno e il pagamento avviene tramite il sistema di gestione della colonnina, rendendo il dato tracciabile e direttamente collegabile a un pernottamento.
Per questo motivo, nelle analisi che seguono consideriamo solo le ricariche con incasso tracciato, perché sono le uniche che rappresentano l’utilizzo del servizio da parte della clientela.
Cosa emerge dai numeri

Se si guardano esclusivamente le ricariche effettuate dagli ospiti, il quadro che emerge è piuttosto netto.
Fino al 2023 questo tipo di utilizzo è assente: la colonnina è presente, ma non viene ancora utilizzata dagli ospiti in modo sistematico. È a partire dal 2024 che la ricarica entra realmente nell’esperienza di soggiorno.
Nel 2024 si registrano 43 ricariche effettuate dagli ospiti. Nel 2025 il numero sale a 62, con una crescita di circa +45% anno su anno. Non si tratta di un picco isolato, ma di una dinamica che mostra continuità e rafforzamento nel tempo.
Un elemento particolarmente interessante è che, mentre cresce il numero di ospiti che ricaricano, il comportamento medio resta stabile. Il ricavo medio per ricarica rimane attorno ai 15 euro a sessione, così come l’energia erogata per singolo utilizzo. In altre parole, non cambia quanto carica il singolo ospite: cambia il numero di ospiti che scelgono di utilizzare il servizio.
Anche la distribuzione nel corso dell’anno è coerente con una struttura business: le ricariche sono più frequenti nei mesi estivi e di inizio autunno, ma restano presenti lungo tutto l’arco dell’anno. È il segnale di un servizio che accompagna il soggiorno, non di un utilizzo occasionale.
Dal dato di utilizzo alla lettura economica
A questo punto è utile fare un passaggio di metodo.
Poiché tutte le ricariche considerate sono effettuate da ospiti dell’hotel, ogni sessione con incasso tracciato è direttamente collegata a un pernottamento. Questo non significa che ogni ricarica “generi” una prenotazione, ma che la disponibilità del servizio ha avuto un ruolo nella scelta o nella qualità del soggiorno.
Per questo motivo, il valore della ricarica non va letto come semplice ricavo legato all’energia erogata, ma come indicatore di domanda intercettata. È da qui che ha senso provare a stimare il valore economico complessivo del servizio.
Quanto vale davvero la ricarica

Nel biennio 2024–2025, le ricariche effettuate dagli ospiti passano da 43 a 62 sessioni annue. Questa crescita rappresenta una base osservabile di soggiorni associati all’utilizzo della colonnina.
Per mantenere un approccio prudente, non è corretto assumere che ogni ricarica corrisponda automaticamente a una prenotazione “acquisita” grazie al servizio. È però ragionevole ipotizzare che una quota di questi soggiorni sia stata influenzata dalla presenza della ricarica.
Applicando un coefficiente di cautela molto conservativo (ad esempio una ricarica su quattro), si ottiene una stima di 10–15 soggiorni all’anno la cui scelta è stata facilitata dalla disponibilità del servizio. Anche un numero limitato di pernottamenti aggiuntivi, se stabile nel tempo, produce un valore economico rilevante per una struttura ricettiva.
Il fatto che il numero di ricariche cresca nel tempo suggerisce inoltre che questo valore non sia statico, ma destinato ad aumentare con la diffusione delle auto elettriche.
Un modello semplice per mettere i numeri sul tavolo
Per chi preferisce ragionare in termini numerici, è possibile usare un modello volutamente semplice. L’obiettivo non è dimostrare che ogni ricarica valga una prenotazione, ma capire quanto basti poco, in termini di soggiorni aggiuntivi, per rendere il servizio economicamente sensato.
Un’ipotesi prudenziale è considerare che una ricarica lunga corrisponda a una notte di soggiorno. Immaginiamo quindi che la presenza della colonnina porti anche solo 1–2 prenotazioni in più al mese da parte di chi guida elettrico.
Utilizzando valori indicativi di 80 euro per una singola e 120 euro per una matrimoniale, il risultato è immediato:
- 1 prenotazione in più al mese → 960–1.440 euro all’anno
- 2 prenotazioni in più al mese → 1.920–2.880 euro all’anno
Se una parte degli ospiti resta due notti, questi valori crescono in modo proporzionale.
Perché questo modello è replicabile
Barion Hotel non è un resort di lusso: il modello osservato è replicabile in tutte quelle strutture ricettive con colonnine di ricarica (o che stanno valutando di installarle) che ospitano viaggiatori business o di transito, dispongono di un parcheggio dedicato e intercettano clienti con elevata probabilità di ritorno. In questi contesti, una ricarica AC ben dimensionata è spesso sufficiente per creare valore reale, senza la complessità della ricarica rapida.
Conclusione: avere o non avere la colonnina

Il caso Barion Hotel mostra un punto semplice ma strategico: quando una parte crescente degli ospiti viaggia in elettrico, la differenza è tra avere o non avere una colonnina di ricarica.
La soluzione tecnica giusta, inserita nel contesto giusto, rende la ricarica una leva concreta di attrattività e retention perché riduce una frizione reale del viaggio e rende la scelta dell’hotel più naturale e ripetibile.
La domanda finale, per una struttura ricettiva, non è quindi “quanto incasso dalla ricarica?”, ma:
quante prenotazioni rischio di perdere, oggi o nei prossimi anni, se non offro questo servizio?
In un mercato in cui le abitudini di viaggio stanno cambiando, la ricarica elettrica non è una scommessa sul futuro, ma una risposta concreta a una domanda che è già presente oggi.
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